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Ricordi scolastici

 

Per alcuni anni le scuole elementari del Comune di Valdagno pubblicarono un giornalino scolastico che riportava elaborati degli alunni.

Siamo negli anni che vanno dal 1956 al 1962.

Ripercorriamo quei tempi attraverso le testimonianze di alcuni scolari di Cerealto.

 

  

Letterina alla "Befana"

(Bevilacqua Giovanni - cl. II - contrada Maso - gennaio 1957)

Cara Befana, mi chiamo Giovanni Bevilacqua e abito a CEREALTO in Via "Maso".

Ti scrivo questa letterina perchè non vedendoti mai passare non vorrei che ti dimenticassi di me.

Tu lo sai che qualche volta sono distratto e disubbidiente, ma spero ti ricorderai lo stesso di me.

Più di tutto penso a una scatoletta di colori, ad una copertina di "nailon" per i quaderni e qualche dolce.

Ti prego di ricordarti anche dei miei poveri fratellini dell'Ungheria e di altri fanciulli poveri: rendi felici anche loro.

Ti saluto tanto e ti aspetto. Giovanni.

 

La neve sui peschi in fiore

(Zordan Alvise - cl. III - contrada Ciocchi - aprile 1957) 

Siamo in piena primavera coi mandorli e i peschi in fiore ed è nevicato. E' stata una grande sorpresa vedere, in questa stagione, scendere i fiocchi di neve a larghe falde come in pieno inverno.

I peschi, dai fiori rosa, sembravano bianchi. Tutti dicono che marzo è pazzo, ma mi pare che aprile non sia da meno.

Mi è piaciuta poco questa nevicata perchè reca gran danno alle colture.

Mio padre scrollava il capo in segno di preoccupazione.

 

Cerealto ai suoi morti per la Patria

(Alunni cl. V e VI - maggio 1957) 

Anche a Cerealto c'è un a lapide commemorativa della Prima Guerra Mondiale 1915-18.

E' posta sulla facciata della nostra scuola. Essa ricorda tutti i caduti di Cerealto, morti combattendo per la nostra Patria affinchè diventasse unita e indipendente.

Alcuni dei Caduti furono fratelli o padri dei nostri genitori.

Ogni mattina quando ci mettiamo in fila per entrare nella nostra scuola, volgendo lo sguardo alla lapide, un pensiero commosso e pieno di riconoscenza va agli Eroi che sono caduti e che hanno sacrificato la loro giovane vita per dare a noi una Patria unita, indipendente e sicura.

 

Lucia gioca con il gatto

(Reniero Lucia - cl. II - contrada Ciocchi - dicembre 1957) 

La mia famiglia è formata da cinque persone. Il capofamiglia, che è il babbo, lavora nei campi, invece la mia mamma lavora nello stabilimento di Marzotto.

I miei nonni, che sono vecchi, custodiscono me e la casa.

Io non ho fratelli e quando ho voglia di giocare vado in cerca del gatto.

 

A casa ho il camino

(Zordan Arcangelo - cl. II - contrada Re - gennaio 1958)

 

I mezzi di riscaldamento sono: il camino, la stufa, il termosifone.

A casa io ho il camino. Sulla cappa del camino metto i vasi dei fiori.

Su per la gola del camino sale il fumo ed essa è piena di fuliggine.

Sul focolare metto la legna che bruciando fa la brace.

Io ho una stufa vecchia e grande. Quando la mia nonna l'accende dà poco calore.

 

La mia compagna di classe

(Reniero Teresa - cl. VI - contrada Renieri - febbraio 1958)

 

Nel dire così tutti crederete si tratti di una bambina, invece no: si tratta di un grazioso animaletto grande come un topolino, di cui non so il nome, ma che in dialetto chiamiamo "naela".

L'ho trovata in mezzo al muschio che avevo portato a scuola per il presepe. Vedendola per la prima volta, anzi trovandomela tra le mani, ebbi paura, non sapendo cosa fosse, ma poi con l'aiuto della maestra, la prendemmo, la chiudemmo in una scatola sulla quale facemmo dei buchi perchè potesse respirare.

Nella scatola abbiamo messo anche del muschio in mezzo al quale, la nostra graziosa ospite, sta passando il suo periodo di letargo.

Ogni tanto prendiamo la scatola e la mettiamo vicino alla stufa così la piccola "naela" si sveglia, forse pensando sia giunta la primavera, e allora mangia le nocciole che noi portiamo a scuola per lei.

Lunedì scorso, però, ne ha combinata una bella: è uscita dalla scatola e si è arrampicata su per la tenda. L'abbiamo cercata per più di mezz'ora, poi finalmente l'abbiamo vista e siamo riusciti a rimetterla nella sua casetta.

 

Quanti capitomboli!

(Reniero Lucia - cl. II - Contrada Ciocchi - Febbraio 1958)

 

Ieri è caduta la neve, quanta gioia!

Sono andata subito in solaio, ho preso la slitta, l'ho spolverata, lucidati i ferri e poi, assieme alle mie compagne, sono andata nel prato a slittare.

Quanti capitomboli abbiamo fatto!

 

Il musichiere di Mario Riva

(Albiero Enzo e Lucia - cl. IV - contrada Chiesa - Marzo 1958)

 

Fra tutte le trasmissioni televisive, quella che attrasse maggiormente le simpatie di noi ragazzi fu il "musichiere" dei bambini, condotto dal Signor Mario Riva.

Questi è una persona molto simpatica che sa proprio far divertire grandi e piccini. Noi, purtroppo, non possiamo andare ad applaudirlo e dobbiamo accontentarci di vederlo alla televisione.

Vorremmo, per mezzo del giornalino scolastico, esprimergli la nostra profonda simpatia e dirgli che anche noi, ragazzetti di Cerealto, attendiamo con vera ansia la sua trasmissione del sabato e saremmo veramente felici, se organizasse altri numeri speciali per bambini.

Così, almeno, potremo imparare da loro, qualcosa di bello e di nuovo, trascorrendo ancora qualche ora di serena allegria.

 

 

La visita del nuovo Direttore

(Alunni classi IV e V - marzo 1958)

 

Erano le ore undici quando una camionetta grigia sostò davanti alla nostra scuola; un colpo di claxon... e la nostra insegnante si precipitò ad aprire con una certa curiosità dato l'imperversare della tormenta.

Eravamo tutti uniti al piano superiore per ascoltare la trasmissione radiofonica del centenario di Lourdes. Seguivamo attentamente la radiocronaca quando d'improvviso, l'uscio si aprì per lasciare entrare tre signori a noi sconosciuti. Li guardammo meravigliati mentre uno di essi, facendosi avanti, si presentava come il nostro nuovo Direttore.

Rimanemmo un po' mortificati perchè proprio in una giornata simile non ci attendevamo una visita così importante. Rimase con noi un paio di minuti promettendoci di ritornare presto per conoscerci meglio.

 

Ho un fratellino

(Zarantonello Giovanna - cl. IV - contrada Grigolati - aprile 1958)

 

Il mio fratellino, fra poco, avrà quattro mesi. E' nato nel dicembre del millenovecentocinquantasette. Comincia a ridere e poi...non fa altro che piangere e mangiare la pappa che gli dà la mamma.

In questo momento è a letto. La mamma qualche volta lo veste: ha i pantaloncini grigi, di lana, i golfini celesti e bianchi, il berettino bianco. In questi giorni ha ricevuto , in regalo, un bel paio di scarpette e i "nonetti" rossi, che a lui piacciono più di tutti.

Ha due nomi: Elia Giorgio. Ha i capelli biondi e gli occhi celesti.

Sono impaziente di vedere il sole risplendere e riscaldare un po' l'aria, per poi accompagnarlo per i prati e sotto ai nostri pini per respirare tanto buon ossigeno, perchè i suoi piccoli polmoni crescano sani e forti.

 

 

La mia famiglia

(Battistin Silvano - cl. II - contrada Grigolati - gennaio 1959)

 

La mia famiglia è poco numerosa: siamo in quattro.

La mia mamma lavora in casa, il babbo fa il muratore: costruisce le case.

Io ho un fratellino e con lui qualche volta litigo. Ma poi faccio la pace.

La nostra famiglia è molto unita: tutti si vogliono bene.

 

Il nastro rosa nella mia famiglia

(Reniero Giuseppe - cl. IV - contrada Renieri - maggio 1959)

 

Mercoledì quando tornai da scuola, le mie sorelle mi dissero che avevo un'altra sorellina.

Subito non credetti, ma poi, quando il babbo mi ripetè la stessa notizia, dalla gioia mi spuntò un sorriso sulle labbra.

Questa è la settima e si chiama Maria Luigia. Io sono molto contento di avere una sorellina. E' molto bella: bionda e con gli occhi azzurri..

Aspetto con ansia il suo arrivo a casa per poterla avere più vicina.

Come deve essere carina la mia sorellina!