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Cronache

Fatti e vita a Valdagno tra '700 e '800

Bernardo Bocchese (1755 - 1833), ciabattino valdagnese, fu attento testimone dei fatti quotidiani del suo tempo che egli annotava, nel suo sgrammaticato e stentato italiano, per il puro piacere di tramandarli ai posteri.

Nelle sue "Cronache" qualcosa riguarda anche Cerealto...

1787 nel mese di novembre e dicembre, Valdagno, Cerealto, Castelvecchio, Piana e altri luoghi sono stato gran avarole e storolo; sono morte, molte persone, gente grande e maridà e spose gravide e putei assai di ogni sesso, età...

1811. Epoca in questa istoria ai nostri tempi del 1811 cosa assai bella abbiamo per le campagne alle Basse un poco sutto ma per le montagne Recoaro, Fongara, Cerealto, Castelvecchio sempre le sue pioggie ai suoi tempi e hanno fatto del sorgo assai perfeto mauro...

 1813 addì 15 dicembre. La Comune di Valdagno, Castelvecchio, Novale, Cerealto, tutti quilli che abio (hanno avuto) estimo che i abio campi, à pagato con tanto grano sorgo e formento masenato in farina con le semole e tutto la prima volta, ma la seconda quando i à spedito la farina bianca di formenro i l'à voluta senza semola e per staro lire 42 di peso senza sacco, darghe anche i sacchi da quattro stari l'uno che i tenga per metarla e menarla a Vicenza e così anche il fieno; tutte le arti di comercio tutto pagare doppio in due rate:cosa che non si può più vivere e dato anche mille bracci di panno e menato a Vicenza su un careto.

1814 addì 23 maggio. In giorno di lunidì in Vescovato a Vicenza è passato parocho di Cerealto il sig. don Francesco Centomo di Bortolo da Altissimo.

1815 addì 21 aprile. Sarà la povertà di dieci anni chi à principià a piantare le patatte, ma stano (quest'anno) i à impiantato assai massime sui monti, tante a Castelvecchio, Cerealto, Novale, Fongara, Rovegliana, Recoaro. In fatti i Parochi à proveduto di patate per darne ai contadini a piantare ma pagandole a due soldi alla lira 1815. Adesso si impianta le patate come che i fa in Germania...

1816 addì 22 marzo. Sono meza Quaresima e ancora in  Cerealto e in Castelvecchio vi sono due piedi e mezo di neve...

1820 addì 20 di maggio in giorno di mercore di mattina sono venuti a Valdagno la Comune di Castelvecchio a ricevere il Vescovo su un carro ben fornito e coperto come una caroza, con nove manzi tachati sotto il caro e menarlo su in Castelvecchio a fare la visita alla chiesa e poi quelli da Cerealto va con il caro a ricevere il Vescovo a fa la visita alla chiesa di Santa Cattarina; in Cerealto, in tra tutti i à fato il pranzo a Veschovo e quelli da Cerealto i à bio il caro fornito, sono stati i manzi sotto il caro otto; partirono da Cerealto le ore settc circa pomeridiane, ci ha fatto l'incontro arquante persone con il torzone (torcia) da vento quando sono rivato di sopra le borne...

1820 addì 24 novembre. Le patate alla sona troni 10 che a pesso lire 250. Fa una soma e bisogna che vaga a torle su il posto a casa in Castelcomberto e Cerealto.

1823 addì 19 marzo, Cerealto. In giorno di San Giuseppe di mercore à celebrato la Messa Novela la prima volta rev. sig. Don Paolo Raniero di Antonio deto sopra nome di Osti.

 1823 addì 4 novembre, Valdagno. In giorno di martidì a tutte le famiglie del paese e così anche Novale, Cerealto e Castelvecchio boletone per provedere il salle e senza boletone non dà niente salle...

1829, 2 gennaro. Antonio Tomba di Giovanni detto Panela primo giorno che vende salle su la contrà della Piazola serve dar salle Castelvecchio, Cerealto, al Rio, e quelli della Piazola: e così a Valdagno sono tre bottege che vende salle e una volta era una bottega sola a Valdagno. 

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                                         Appunti di Girolamo Rottigni

(C\da Albieri)

 

Girolamo Rottigni (14\8\1853 - 1\4\1925), valdagnese di origini bergamasche, era un ricco possidente con una tenuta a Trissino e un'altra di 70 campi a Cerealto. 

In quest'ultima oltre alla casa dei fittavoli c'era anche la casa padronale dove spesso durante l'anno amava trascorrere periodi di riposo con tutta la sua famiglia.

Alcune annotazioni, scritte dallo stesso sulle ante di un armadio a muro situato in una camera, riportano notizie e informazioni sulla sua permanenza a Cerealto e sulle condizioni atmosferiche. E' una pagina interessante di cronaca spicciola con curiosità di oltre un secolo fa. 

L'intera proprietà di Cerealto venne acquistata nel 1911 dai fratelli Pretto Achille, Placido e Giovanni provenienti da Recoaro.

 

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1879 Arrivati in Cerealto il dì sabato 13 settembre e partiti per Valdagno il 17 febbraio 1880;

1880 Arrivato in Cerealtoil giorno mercoledì 25 settembre e partito per Valdagno il marti 25 gennaio 1881;

1881 Arrivato a Cerealto il giorno lunedì 26 settembre e partito per Valdagno il martedì 29 novembre 1881; 

1882 Molti mesi dell'anno - cioè...

1883 Abitiamo a Cerealto; 

1884 14 settembre - La mia famiglia (Cattina, Amalia e Beppi) si domiciliò a Cerealto per tutto l'anno;

1884 8 ottobre - Trasportai definitivamente la mia dimora da Valdagno a Cerealto, senza mai abitare a Valdagno;

1891 16 novembre - La mia Cattina, Amalia, Beppi, Silvietto, Maria ed io andammo a Trissino. Causa Terremoto;

1892 20 giugno - La mia Cattina, Amalia, Beppi, Maria, Silvietto ed io ritornammo a Cerealto; 

1892 14 settembre - Tutta la famiglia ritorna a Trissino;

1893 2 settembre - Arrivati a Cerealto (dal 9 al 21 ottobre a Trissino per la vendemmia) e poi fino al 20 settembre (1894) rimanemmo a Cerealto; 

1895 20 agosto - Ci recammo a Cerealto; 14 ottobre - Ritornammo a Trissino;

1896 17 settembre - Ci recammo a Cerealto; 6 ottobre - Ritornammo a Trissino; 

1897 4 ottobre - Cerealto; 21 ottobre - Trissino;

1898 10 ottobre - Cerealto; 24 ottobre - Trissino;

1899 18 0ttobre - Cerealto; 4 dicembre - Trissino;

1900 Niente a Cerealto; 

1901 14 ottobre - Cerealto; 17 dicembre - Trissino.

 

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1885 10 novembre - giovedì - prima nevicata;

1886 25 marzo - Nessuna traccia di neve sui miei prati davanti casa;

1886 2 novembre - giovedì - prima nevicata;

1887 8 aprile - La pioggia fece liquefare tutta la neve davanti casa; 

1887 19 dicembre - lunedì - prima nevicata;

 1888 30 marzo - La continua pioggia fece scomparire tutta la neve sui miei prati davanti casa;

1889 10 gennaio - Prima nevicata (parte);

1889 24 marzo - La continua pioggia fece scomparire tutta la neve sui miei prati; 

1889 12 dicembre - giovedì - prima nevicata (25 cent.)

 

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Diari della Cattedrale 1951 - 1966 

Mons. Ernesto Dalla Libera 

A cura di G. Negretto e M. Saccardo nel decennale della morte di Mons. Dalla Libera

Diocesi di Vicenza 1990

  

Nel 1575 il sacerdote G. M. Santolini di Altissimo, che prestava il servizio religioso tra gli abitanti di Piana, riferiva in Curia che “sopra della chiesa di Piana si ritrovano delle case distante doa miglia circa et sono persone rozze tedesche che assai non sanno parlare italiano”.

Erano i fondatori di Cerealto, lavoratori tedeschi capitati lì dal­l'Altopiano di Asiago (questa è l'opinone più recente) per bonificare quei boschi, mettendoli a coltura. Sembra che intorno al secolo XIV, tra Piana e Cerealto, avessero già svegrato un seicento campi. 

Niente Cimbri e Teutoni raccolti sull'Altopiano dopo le disfatte subite dal console Mario come raccontava la leggenda, ma semplici emigranti tedeschi, duri lavoratori, che affermarono la loro lingua dapprima sull'Altopiano, portandola poi (insieme col lavoro benefico) sui monti sovrastanti le valli vicentine del Leogra, dell'Agno e del Chiampo. Il bello è che questi abitanti sono sempre stati tenaci democri­stiani: parenti di Adenauer !

Comunque senza andare in Curia, che lo sa, potrei rassicurare il lontano confratello che quelle persone rozze hanno fondato una parrocchia oggi dotata di una bella chiesa (opera di D. Carlo Soga, un bel tipo), di campanile (costruzione recente dell'attuale parroco Don Luigi Carraro) e delle altre opere parrocchiali, e che sono diventate da molto tempo persone civili, di lingua italiana tanto da non saper più parlare tedesco.

Unico ricordo dei fondatori è rimasto il titolare della chiesa, S. Caterina, comune insieme con S. Margherita alle nostre chiese montane di origine tedesca.

Noi non pensiamo mai alle generazioni passate e al reddito di civiltà, che ci hanno preparato col loro lavoro. 

Avrei dovuto dirlo domenica ai cantori di Cerealto: un «De profundis» per gli avi tedeschi! Glielo dico ora.

Mi basta sottolineare che il loro servizio guidato dal Parroco, presente l'armonista della scuola ceciliana sig. Pietro Reniero (uno che non solo presta servizio, ma presta pure l'harmonium alla chiesa), è stato esemplare per il gregoriano dell'Introito, dell'Alleluja e del Communio.

Visto il risultato, avrei preferito che in luogo della Messa a una voce dell'Oltrasi, di gusto rustico, avessero presentato una qualunque delle Messe gregoriane, che pur conoscono.Quando sarà che la nostra gente, mettendosi in linea coi grandi artisti, arriverà a capire la distanza enorme che c'è fra il vero canto della Chiesa e questi prodotti utilitari della sciatta era moderna.

Non mi sono entusiasmato per il coro femminile piuttosto acerbo: il parroco me lo spiega con la mancanza di una guida. Urge provvedere perché Cerealto non è più un'oasi tedesca di persone rozze «che assai non sanno parlare italiano», ma è diventato sangue della nostra patria, e domani sarà addirittura europeo. 

Per intanto resta il fatto che Don Luigi ha portato da Cerealto sedici uomini e dieci ragazzi beneducati, dalla voce sonora: la vera rappresentanza della loro comunità canora. Grazie. 

(4 agosto 1957 - servizio in Cattedrale di Vicenza dei cantori di Cerealto)